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Bagheria, si è svolto a Palazzo Butera un convegno rivolto alle attenzioni dello Stato per le dipendenze.

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Si è  svolta  venerdì 31 e sabato 1 la due giorni di  studio a cura del Coordinamento Nazionale InterCear, dal tema:"Primi passi verso la Conferenza Nazionale: quali attenzione dello Stato per le dipendenze." Tavoli tecnici, confronti tra parlamentari, enti pubblici e privato sociale, proposte di nuove legislazioni in materia di tossicodipendenza, rete e servizi. L intercear rappresenta diverse  convegno dipendenza sciortinostrutture  presenti  su tutte  le regioni  italiane  che si occupano di dipendenze  vecchie e nuove  e che offorno  un supporto  indispensabile  al servizio  pubblico  in ordine alla prevenzione ed al trattamento. L' intercear è  presieduto  dal dott.  Biagio  Sciortino  vice  direttore  della  comunità  terapeutica  CASA  dei  giovani  di Bagheria.

Dice Sciortino Presidente Nazionale Intercear: La chiesa di Palermo e il mondo del volontariato siciliano hanno deciso già dai primi anni 80 di seguire il problema della tossicodipendenza dando incarico a un suo sacerdote perché potesse lavorare alla prevenzione e al recupero di tanti giovani. Erano molti allora i giovani che morivano e molti altri quelli che andavano al Centro e Nord Italia perché solo lì in quegli anni esistevano le  Comunità Terapeutiche. Allora il problema sembrava interessare soprattutto ragazzi appartenenti alle classi sociali medio alte e si parlava solo di debolezze di soggetti inadeguati. Era tabù parlare invece della verità, dire cioè che i tossicodipendenti esistevano perché esistevano le organizzazioni mafiose internazionali che avevano scelto i giovani più fragili, quelli che avevano difficoltà a vivere come destinatari della merce che loro vendevano per arricchirsi.

In questi ultimi anni si è diffusa l’ idea del tutto errata che il problema della droga sia molto ridimensionato. Non è affatto vero. In realtà i giovani che appartengono al proletariato ed al sottoproletariato urbano sono di fatto invisibili sia perché non sono ‘nessuno’  sia perché la maggior parte di loro e’ ristretta nelle carceri. A molti di quelli che muoiono di overdose non viene più dedicato neanche un trafiletto nell’ultima pagina di un giornale. Ma a questi morti che sembrano non contare, non valere, si aggiungono anche tanti altri ragazzi e ragazze che appartengono alle classi medio alte e che muoiono in casa e con accanto o nel braccio una siringa. La quasi totalità di queste morti viene attribuita ufficialmente a collasso cardiocircolatorio ....  Ci si vergogna ancora tanto e ci si nasconde invece di denunciare...Noi non abbiamo mai abbassato e non abbasseremo mai la nostra voce per condannare coloro che a tanti giovani e giovanissimi rendono la vita un inferno tanto che preferiscono scivolare nella morte. Da alcuni anni la Chiesa ha creato presso la Caritas Nazionale il TED,  tavolo ecclesiale dipendenze per offrire alla CEI ogni elemento utile a combattere questa piaga.  Oggi siamo qui’ perché salutiamo con piacere questo accenno di risveglio da parte dello Stato che dopo anni sembra voler tornare a mettere il problema in agenda.  Ma speriamo ed auspichiamo che le scelte dello Stato tengano prioritariamente conto della salvaguardia della vita e non della preoccupazioni di ottenere o perdere consensi. Grazie a tutti gli operatori di comunità che oggi affrontano con amore la loro mission .