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4° appuntamento con la rubrica ironica sulla politica bagherese

on . Postato in Blog

Questa volta, non ho fatto pronostici ufficiali sull'esito delle elezioni bagheresi. Ho solo abbozzato qualche percentuale con gli amici, nelle chat private. Percentuali sbagliate. Ma quando sbaglio, ormai lo sapete

senti chi pirla ft420x200è per il vostro bene. Per scaramanzia. Per evitarvi eventi assai dolorosi. Tipo Sfera Ebbasta che trionfa a Sanremo o tipo Il Pinolo che sfila in costumino Swimming sock ( quello che copre solo il necessario) ad un defilè di Rocco Barocco. O come il Porro che domina lo scudetto. Qualcuno mi suggerisce che sarebbe meglio una lectio magistralis di Antonio Cassano che parla dello scibile umano, in greco antico. Comunque sia:

- Filippo Tripoli campione del mondo e Scarpa d'oro. Con agio inaspettato e imbarazzante. Ha sfiorato il 50%, fischiettando. Con sicumera tipica di quelli che palleggiano sul cornicione di un grattacielo. E' l'unico che può contendere il Pallone d'oro a Messi. Prenderà il posto di De Jong nell'Ajax. Van Basten ha già chiesto una copia del filmato in cui Tripoli imbuca la scheda elettorale nell'urna. Il campione olandese ha affermato che quel gesto gli ricorda gli assist di Gullit nel Milan di Sacchi. Ora, al neo sindaco, rimane la presa della Bastiglia e l'invasione della Polonia. Lo terremo d'occhio, si avvicinano le fasi di qualificazione degli Europei. Ci vuole un goleador: Filippo Tripoli ha tutte le caretteristiche fisiche e doti tecniche per essere il nuovo Balotelli.

- Gino Di Stefano stava per prepararsi all'assedio di Leningrado e alla fondazione dell'impero persiano come un novello Ciro il grande. Sul palco di piazza Madrice, assieme a Salvini, c'era persino Cristiano Ronaldo a sfoggiare i pettorali.  Il pubblico in visibilio. Con il leader della Lega che teneva alto il braccio di Di Stefano, in segno di trionfo: tipo Rocky Balboa dopo l'incontro con Ivan il Drago. Alle loro spalle, un redivivo Freddy Mercury intonava "We are the champions". Sui balconi c'erano  anche Zoff, Tardelli, Rossi e Altobelli: quando il pubblico intonava "We are the champions" i quattro campioni del mondo rispondevano: "My friend", tutti col le braccia al cielo a fare la Ola. In un bar lì vicino, Pelè parlava con Boninsegna dicendo che quell'atmosfera gli faceva pensare al goal di Carlos Alberto nella finale Mondiale del 1970. La folla entusiasta ed esultante: "Gino sindaco, Gino capocannoniere, Gino come Roberto Baggio." Qualche fan scatenato, sul web rilanciava: "Guardate, la piazza piena. E Salvini non è ancora arrivato!" E giù l'hastag che da lì a poche ore sarebbe diventato leggenda : #capisciame. Poi, il lampo di genio definitivo: "Gino Di Stefano nuovo sindaco di Bagheria".  Sappiamo com'è finita. Il suo diretto rivale, Filippo Tripoli, oltre il 46% dei voti. Gino deve essersi sentito come il Milan dopo la finale del 2005 contro il Liverpool. C'era persino Maldini a consolarlo. Evidentemente il solito Jim Messina deve essersi infiltrato fra gli esperti bagheresi di strategia elettorale. Magari sotto mentite spoglie. L'altra spiegazione è che un Piero Fassino triste, da qualche parte, avrà fatto una delle sue celebri previsioni. Nell'uno o nell'altro caso, è meglio tenere, dovesse mai ricapitare, Salvini lontano dallo stretto di Messina e non fidarsi degli strateghi. Meglio lanciare i dadi. O lanciarli agli strateghi.

- L'Italia è già piena di misteri ed eventi inspiegabili. Ma ora, l'arcano, si fa più irrisolvibile. Chi ha governato a Bagheria, negli utlimi cinque anni ? Di Maio dice che il Cinque Stelle non governa più a Bagheria, da anni. E su questo si potrebbe essere d'accordo, visto che un'amministrazione, nemmeno a cercarla. Ma la domanda resta inevasa. Sarà forse il caso di interrogare la Sibilla e l'oroscopo. Compulsare le sfere del drago. Insomma, bisogna aprire un'inchiesta esoterica per capire chi ha amministrato negli ultimi cinque anni. Perchè a noi sembrava che nel 2014 ci fossero state elezioni. O forse c'è stato un gigantesco abbaglio collettivo. E soprattutto connettivo. Anche perchè, altrimenti, non si capisce chi erano quelli che si proclamavano movimentisti e siedevano in Consiglio comunale e in Giunta. Fossi in Di Maio, manderei dei commissari a controllare. Hai visto mai che qualcuno millanti appartenenze. Anzi, sarebbe il caso di cominciare a capire chi è il sindaco di Roma. Magari c'è una che vanta di essere Virginia Raggi e gliela sta facendo sotto gli occhi. Non vorremmo che fra due anni, quando Roma tornerà al voto per eleggere il sindaco, si scoprisse che nemmeno lì c'erano i Cinque Stelle. Figure che, a questo punto, diventano leggendarie. Già: dove cazzo governano i grillini? E soprattutto, chi sono? Io non prenderei affatto la cosa sotto gamba. Perchè qui la faccenda si fa seria. Di Maio, un giorno, potrebbe pure dubitare della sua stessa esistenza.