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Potrebbe essere legato ad una lite sfociata nel sangue il duplice omicidio di Falsomiele

on . Postato in Cronaca

Passano le ore e la pista mafiosa sembra sgretolarsi. Ci sarebbero questioni di vicinato dietro l'agguato costato la vita a Vincenzo Bontà e Giuseppe Vela. Un agguato che di mafioso avrebbe solo la brutale modalità.

E ci sarebbero pure un paio di sospettati identificati dai poliziotti della Squadra Mobile. Si tratterebbe di due vicini con cui Bontà avrebbe avuto nel recentissimo passato dei forti diverbi su alcune opere murarie costruite su un terreno confinate al suo.

Tutto questo può avere scatenato la furia omicida? È presto per dirlo, ma l'ipotesi del delitto di mafia sembrerebbe passare in secondo piano. Sono state le parentele di Bontà a rendere plausibile agli occhi degli investigatori l'ipotesi del delitto di mafia. Il suo è un cognome pesante nel panorama di Cosa nostra. Ovunque si indirizzi lo sguardo si finisce per sbattere contro la mafia. Figlio del boss Nino Bontà, genero del boss Giovanni Bontade (le terre che gestiva sono le ricchezze di famiglia), e, per ultimo, cognato di Filippo Bisconti, un personaggio considerato legato alla mafia di Belmonte Mezzagno che è stato assolto e scarcerato un paio di volte.

E poi ci sono le modalità dell'agguato con due o forse tre killer entrati in azione in via Falsomiele armati di pistola. Le vittime avevano probabilmente un appuntamento con i loro carnefici. Sono arrivati in via Falsomiele a bordo di una Fiat 500 L. L'auto è stata trovata dagli uomini della Squadra mobile chiusa e con il freno a mano tirato. Forse il solo Bontà è sceso dall'auto per incontrare qualcuno. Poi, la pioggia di fuco con pistole calibro 9. Contro Bontà è stato esploso, infine, il colpo di grazia alla testa. Vela, invece, potrebbe essere stato colpito mentre era seduto in auto - c'è un foro sul parabrezza, lato passeggero - e poi avrebbe tentato la disperata e inutile fuga.

Nel corso delle ore ha preso piede un'ipotesi che nulla avrebbe a che vedere con la mafia, suffragata dal fatto che nelle informative degli investigatori il nome di Bontà non saltava fuori. Eppure si tratta di indagini che fotografano la vita del clan di Santa Maria di Gesù aggiornata ai giorni nostri.

fonte livesicilia