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Palermo, da lunedì le riprese del film "Il delitto Mattarella"

Scritto da Redazione on . Postato in Spettacoli

Iniziano lunedì 11 marzo a Palermo le riprese del film "Il Delitto Mattarella" di Aurelio Grimaldi, coprodotto da Cine 1 Italia e Arancia Cinema. Un tributo alla memoria di Piersanti Mattarella

delitto mattarella1 420x200fratello maggiore dell'attuale Presidente della Repubblica, ucciso a colpi di pistola dalla mafia il 6 gennaio del 1980, mentre stava andando a messa a bordo della sua Fiat 132. Un cast siciliano composto da Leo Gullotta, Nino Frassica, Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina, Toni Sperandeo, Donatella Finocchiaro, Lucia Sardo e Guia Jelo.  

Aurelio Grimaldi da anni raccoglie materiali sul caso Mattarella con l'intento di combattere l'oblio in cui è caduta la vicenda: "Piersanti Mattarella - sottolinea Grimaldi - è una figura ingiustamente dimenticata. A Roma e Milano non esiste nemmeno una via a lui dedicata. La discrezione della impeccabile famiglia e del fratello Presidente della Repubblica sono senza pari". Tra i personaggi le prime due cariche dello Stato, Sergio Mattarella e l'allora Presidente del Senato Pietro Grasso, che quel 6 gennaio 1980 era un giovane PM di turno e quindi titolare di inizio indagini sull'omicidio. Circondati da politici poi pluricondannati (Ciancimino), uccisi dalla mafia per non aver rispettato i patti (Lima), suicidi per sensi di colpa (Nicoletti), condannati ma prescritti (Andreotti) e boss mafiosi come Stefano Bontade e poi Totò Riina, che ne prese il posto col sangue, dando inizio al predominio dei Corleonesi.   

Il Presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella fu ucciso a Palermo, nella centralissima via Libertà. Secondo la vedova, Irma Chiazzese, il killer fu il terrorista di destra Valerio Fioravanti, da lei ripetutamente riconosciuto. Secondo il Giudice Istruttore, Giovanni Falcone, Mattarella fu ucciso da neofascisti per uno scambio di servizi tra Cosa Nostra, Banda della Magliana (che trattava col capomafia Pippo Calò il riciclaggio dei soldi mafiosi) e i NAR di Fioravanti, interessati a far evadere, con l'aiuto della mafia, il leader Concutelli, provvisoriamente rinchiuso nel carcere Ucciardone di Palermo. Ma Mattarella aveva avviato in Sicilia una giunta bianco-rossa con l'appoggio del PCI, in anticipo sulla Solidarietà Nazionale del suo maestro Aldo Moro, con Berlinguer. I principali avversari politici di Mattarella furono i suoi compagni di partito: Lima, Ciancimino, Gioia e Nicoletti. Secondo Giovanni Falcone non erano state trovate prove di una loro diretta responsabilità nell'omicidio Mattarella. Ma il processo Andreotti (con l'ex-premier democristiano dichiarato colpevole di associazione mafiosa fino al 1980, ma prescritto) ha comprovato, come scritto in sentenza sia di 1° grado, che di 2° grado, che di Cassazione, che Andreotti incontrò il boss Stefano Bontade subito prima dell'omicidio Mattarella, venendo a conoscenza del fatto che Cosa Nostra intendeva eliminare quello scomodo politico onesto, ma non fece nulla per proteggere il compagno di partito.